
Consultorio Centro Famiglia Lodi
Corso Roma, 100 – 20075 Lodi
Tel. 0371/421875
E-mail: giancarlo.bertolotti@libero.it
CONSULTORIO CENTRO FAMIGLIA LODI
Il Consultorio del Centro Famiglia della
diocesi di Lodi è stato voluto nel 1979 dall’allora vescovo S.E.
Paolo Magnani affinché fosse per il popolo laudense uno di quei nuovi
veicoli di educazione all’amore, i consultori familiari, che quattro anni
prima i vescovi italiani, al termine della loro XII assemblea generale, dedicata
alla famiglia, auspicavano sorgessero “professionalmente validi e di sicura
ispirazione cattolica” in tutto il paese.
Da quando negli ultimi decenni anche in Italia, con l’abrogazione legale
del delitto d’adulterio nel 1968 e di concubinato nel 1979, con la legittimazione
statale del divorzio nel 1970, della propaganda contraccettiva nel 1971 e dell’aborto
volontario nel 1978, la purezza dell’amore coniugale e il rispetto della
vita del concepito, preziosissimi fattori del bene comune rimasti privi di adeguata
tutela giuridica, sono diventati più esposti alle aggressioni dell’amore
possessivo e delle tendenze distruttive che allignano nel cuore malato dell’uomo,
si rendeva più urgente approfondire nelle coscienze il loro radicamento
nell’ineffabile mistero che ci è stato rivelato sull’esistenza
umana: l’uomo e la donna, creati da Dio per sovrabbondanza di essere,
a sua immagine e somiglianza fin dal concepimento, sono chiamati per sua infinita
misericordia all’altissimo destino alla comunione di vita beata con sé,
incoativamente fin dalla vita presente, mediante la partecipazione alla sua
sacrificale vicenda terrena d’amore, nell’effusione del dono personale
di sé per amore suo e del prossimo.
Nel contesto della promozione della vita familiare che gli operatori del consultorio
cercano di svolgere, l’attenzione che, in particolare, è data all’educazione
a un amore coniugale rispettoso della fertilità con i cosiddetti metodi
naturali mira precisamente a rendere le persone coscienti che le moderne possibilità
offerte dalla scienza alle donne di riconoscere con sempre maggior approssimazione
la decorrenza della loro fase fertile e di quelle non fertili mediante l’accurata
autoosservazione delle modificazioni corporee periovulatorie, consentono oggi
alle coppie di sperimentare, con l’aiuto di Dio, la sobria ebbrezza di
condurre la loro vita coniugale e di realizzare la loro vocazione procreativa
soddisfacendo pienamente l’istanza immanente alla dimensione copulatoria
del loro amore di essere l’espressione trasparente del reciproco dono
totale di sé, che è invece inevitabilmente disattesa dal ricorso
ai diversi sotterfugi manipolatori delle pratiche contraccettive, al bisogno
di dovere rinunciare a un concepimento.
Un esercizio del senso della dignità personale che per amore fa tendere
i membri della coppia di sposi a rispettare la propria e altrui fertilità
in ogni loro singolo atto coniugale ha, per sua dinamica interna, il formidabile
potere di evocare nei protagonisti l’insieme delle virtù –
“la carità è la forma di tutte le virtù” –
(Catech. Chiesa Catt. N. 2346) che sono necessarie all’auspicata riuscita
del loro matrimonio, di cui essi sono i primi beneficiari, non meno che alla
costruzione di quella tanto sospirata quanto contrastata civiltà dell’amore
e della pace a cui l’umanità profondamente anela nel suo travagliato
cammino verso la verità e la libertà.
Il magnifico lavoro degli insegnanti della regolazione naturale della fertilità
è tutto proteso a librare le persone, specialmente i giovani, che sono
particolarmente assetati e alla ricerca di un amore autentico, verso questi
radiosi orizzonti di vita.