Contraccezione: informazioni


La contraccezione è volta ad impedire intenzionalmente il concepimento o quanto rende possibile la gravidanza: contra  +  (con)cezione. Questo obiettivo si può ottenere con farmaci, strumenti idonei, procedure chirurgiche, o altre pratiche; ed il meccanismo d’azione può realizzarsi :
  • prima dell’unione dei due gameti (la cellula-uovo e lo spermatozoo),
  • dopo l’unione di questi
  • al momento dell’impianto nella cavità uterina.
La durata dell’effetto contraccettivo di un dato mezzo può essere limitata nel tempo, con ritorno alla possibilità di fertilità ( = reversibile)  o permanente ( = non reversibile, o definitivo).

L’efficacia dei mezzi contraccettivi è misurata in vari modi: è ancora  utilizzato l’Indice di Pearl (numero di gravidanze non programmate nel caso in cui 100 donne utilizzino un dato mezzo per un anno), ma si preferisce descrivere il fallimento del metodo contraccettivo con la percentuale di utilizzatrici gravide entro un arco di tempo predefinito (di solito 12 mesi), distinguendo il risultato ottenuto con uso perfetto del metodo (efficacia teorica) dall’uso tipico (quanto accade nella vita reale), insieme  alla percentuale di chi continua nell’uso dopo i primi 12 mesi, o il suo complementare tasso d’abbandono. Molte variabili pesano su questi risultati (etnia, fisiologia, risorse finanziarie e sociali, cultura, psicologia, ecc.): i risultati di efficacia hanno valore di riferimento e non assoluto.

Nell’uso comune le espressioni “controllo delle nascite”, “pianificazione familiare” e “contraccezione” sono usate senza differenza tra di loro per indicare l’intenzione di distanziare le nascite dei figli e realizzare la grandezza prevista (o pianificata) della famiglia1.
Recentemente, esponenti di agenzie internazionali hanno indicato la priorità di mettere al centro l’individuo (e non più la famiglia o la coppia), promuovendo “con equità e alta qualità la salute e lo sviluppo dei diritti sessuali e riproduttivi” per  scelte consapevoli e per accedere a tutto l’arco di mezzi disponibili, liberamente, senza discriminazioni o violenza. Questo programma, si sottolinea, è definito con precisione solo dal vocabolo “contraccezione”. E’ una tendenza, molto occidentale, non condivisa da chi ha esperienza che “il desiderio per una famiglia incide pesantemente nelle scelte contraccettive di giovani donne” e che testimonia, al contrario, come proprio il termine contraccezione non descrive adeguatamente la realtà di molte giovani donne in ogni parte del globo2.
Inoltre, la pianificazione della famiglia può avvenire senza contraccettivi, secondo una  regolazione naturale della fertilità: individuando le fasi fertili e non fertili all’interno del ciclo mestruale, e adeguando il comportamento alla scelta compiuta dalla coppia.  E’ la pianificazione familiare naturale.

(1) Rodriguez MI, Say L, Temmerman M, Family Planning versus contraception: what’s in a name? Lancet, 2014, 2(3): 131-132
(2) Trinitapoli J, Verheijen J, Watkins S, Yeatman S, Keeping the family in family planning,  Lancet, 2014, 2(7): 383

 

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