CONFEDERAZIONE ITALIANA dei CENTRI
per la REGOLAZIONE NATURALE della FERTILITA'

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MEZZI E METODI DI CONTROLLO DELLE NASCITE

 

DEFINIZIONE

Con questo termine si intendono strumenti meccanici o chimici oppure comportamenti finalizzati ad impedire la nascita di un figlio come conseguenza di un rapporto sessuale.

Spesso si parla genericamente di contraccezione, ma alcuni dei mezzi utilizzati a tale fine sono in realtà strumenti che non permettono la prosecuzione di una gravidanza già iniziata; preferiamo quindi dare questa definizione generica che comprende mezzi e metodi ad azione diversa.

Infatti:

  • il termine contraccezione si riferisce ai mezzi ed ai metodi che impediscono l’unione dei due gameti (ovocita e spermatozoo);

  • il termine intercezione si riferisce ai mezzi che impediscono il trasporto dell'’embrione nella tuba o il suo annidamento nella cavità uterina;

  • il termine contragestazione si riferisce ai mezzi che provocano il distacco dalla cavità uterina( quindi la morte) dell'’embrione già annidato.

Distinguiamo inoltre mezzi che esercitano la loro azione per un tempo limitato (temporanea) da quelli che hanno una azione permanente.

L’efficacia anticoncezionale o di impedimento alla prosecuzione della gravidanza, viene solitamente calcolata con un indice statistico chiamato INDICE di PEARL (IP), che si riferisce alla possibilità di concepire un figlio usando un determinato mezzo per 100 anni/donna.

 

METODI DI CONTROLLO DELLE NASCITE

A - Coito interrotto (contraccettivo - temporaneo)

E’ la modalità per cui, durante il rapporto, l’uomo estrae il pene dalla vagina prima di aver avuto l’eiaculazione, per evitare che il liquido seminale entri in vagina.

Come effetto collaterale viene segnalato stress e disagio nei rapporti.

Il fallimento è legato alla perdita inavvertita di piccole quantità di liquido seminale prima dell’eiaculazione.

(IP: fino a 30)

 

MEZZI DI CONTROLLO DELLE NASCITE

A - Mezzi di barriera (contraccettivi - temporanei)

Sono strumenti che impediscono l’incontro fra ovulo e spermatozoo attraverso una vera azione di barriera fra i due apparati genitali, maschile e femminile.

 

A.1 - Preservativo / profilattico maschile

E’ una sottile guaina di lattice che va posta sul pene in erezione prima di ogni contatto genitale e va tolto prima che il pene perda l’erezione. Non permette che il liquido seminale maschile entri in contatto con l’apparato genitale femminile.

Non ha effetti collaterali fisici (molto rare le allergie). Talvolta non è tollerato, perché deve essere messo interrompendo l’atto sessuale. Di solito viene associato a sostanze spermicide. Gli effetti collaterali segnalati si riferiscono solo ad allergia al lattice o alle sostanze utilizzate per colorare o profumare i profilattici.

Il fallimento è legato alla possibilità di rottura o di scivolamento durante l’estrazione dalla vagina.

Viene indicato come limite alla trasmissione delle malattie sessualmente trasmesse.

(IP: 4-15)

 

A.2 - Preservativo femminile

E’ una sottilissima membrana di lattice che si applica sui genitali esterni e riveste la vagina come una guaina.

Di solito viene associato a sostanze spermicide.

Il fallimento è legato alla rottura o allo scivolamento.

Gli effetti collaterali sono simili al preservativo maschile.

Viene indicato come limite alle malattie sessualmente trasmesse.

Non è ancora in vendita in Italia.

 

A.3 - Diaframma

E’ calotta di lattice con un bordo di metallo flessibile che deve essere inserito profondamente in vagina e fissato sul collo dell’utero almeno 30 minuti prima di ogni rapporto sessuale e tolto dopo almeno sei ore dal rapporto stesso. Ha lo scopo di bloccare l’entrata degli spermatozoi nel collo dell’utero. La dimensione adeguata viene indicata a seguito di una visita ginecologica. Non è monouso ma va lavato, controllato e conservato anche fino a due anni.

Gli effetti collaterali sono rappresentati da allergie e infezioni vaginali.

Di solito viene associato a sostanze spermicide.

Il fallimento è legato allo spostamento durante il rapporto.

(IP: 6-7)

 

A.4 - Sostanze spermicide

Esistono spugne sintetiche, gel, creme, candelette che vengono inserite in vagina prima del rapporto sessuale.

Di solito vengono associate ad altri mezzi.

Possono suscitare reazioni allergiche ; la loro attività nel neutralizzare gli spermatozoi è molto variabile.

(IP: 14-22)

 

B - Mezzi ormonali (contraccettivi - temporanei)

Sono sostanze chimiche (ormoni) che assunte quotidianamente o periodicamente bloccano l’attività delle ovaie nella donna o dei testicoli nell’uomo. L’obbiettivo è non far produrre ovociti o spermatozoi per il periodo in cui la sostanza viene assunta. Nella donna alterano anche il lavoro delle cellule del collo dell’utero che producono il muco cervicale, la mobilità delle tube e rendono atrofica la mucosa della cavità dell’utero.

 

B.1 - Pillola femminile

In commercio dagli anni 60, è stata via via cambiata  nelle componenti e nelle dosi, nel tentativo di ridurre rischi per la salute ed effetti collaterali per la donna che la assume.

La composizione iniziale era di estrogeni e progestinici (pillola combinata), con quantità elevate di estrogeni, poi sono state sintetizzate sostanze simili ad essi, che agiscono a dosi ridotte ottenendo pillole di seconda e terza generazione, monofasiche, bifasiche e trifasiche. Le pillole di terza generazione che hanno dosaggi molto bassi non bloccano in tutti i casi l’ovulazione ed è stata ipotizzata la possibilità di un loro meccanismo microabortivo e non contraccettivo. Le pillole contenenti solo progestinico vengono comunemente chiamate “ minipillola”.

Gli ormoni un tempo venivano assunti solo per bocca, mentre oggi sono disponibili anche in forma di cerotti applicabili alla cute, anelli vaginali, dispositivi sotto-cutanei, iniezioni intramuscolari.

La pillola, per bloccare l’attività delle ovaie, deve essere assunta per la prima volta a partire dal primo giorno della mestruazione: per bocca per 21 o 28 giorni; con cerotto applicato sulla cute per tre settimane, in vagina lasciando l’anello per tre settimane; sottocute o intramuscolare periodicamente: una volta al mese o ogni 3-6-12 mesi o anni.

Controindicazioni:

Essendo gli ormoni della pillola simili agli ormoni ovarici che sono utilizzati da molti organi del corpo umano, la loro assunzione può creare alterazioni di alcune funzioni. La pillola quindi non può essere assunta dalle donne che hanno malattie al fegato, tumori maligni all’utero e al seno, oppure rischi di flebite o trombosi per difficoltà congenite o acquisite della coagulazione del sangue.

Alle donne che fumano è vivamente sconsigliato l’uso della pillola, soprattutto oltre i 35 anni perché aumenta il rischio di problemi al cuore e alla circolazione sanguigna.

Uso terapeutico della pillola:

Sfruttando il fatto che la pillola mette a riposo forzato l’apparato genitale, talvolta può essere utilizzata come terapia nel giusto bilancio di benefici e rischi: in caso di alterazione del quadro ormonale o in presenza di cisti ovariche funzionali o endometriosiche, in caso di dolore mestruale o sindrome premestruale intensi.

Effetti collaterali:

Possono presentarsi effetti collaterali generali per un eccesso di estrogeni, ad esempio nausea, vomito, aumento di peso per ritenzione idrica edemi, crampi muscolari,mal di testa, vertigini, macchie sulla pelle, dolore mammario, ipertensione

In caso di carenza di estrogeni si possono presentare effetti sull’apparato genitale, come perdite ematiche intermestruali, vampate di calore. In caso di eccesso di progestinici, invece, si possono presentare affaticamento,stanchezza, alterazione dell’umore, depressione e diminuzione del desiderio sessuale.

I composti cosiddetti “ad impianto” sottocute possono avere un irregolare controllo del ciclo femminile e dare disturbi con alterazioni del ciclo stesso. Inoltre occorre prestare attenzione all’assunzione di farmaci mentre si usa la pillola, infatti i farmaci che stimolano il metabolismo del fegato riducono l’efficacia della sua azione.

L’uso a lungo termine della pillola può creare difficoltà al ritorno della fisiologica attività di utero e ovaie.

Risulta evidente che la pillola deve essere prescritta dal medico e implica attenti controlli medici periodici.

(IP: 0,5-2,5)

 

B.2 - Pillola maschile

Negli ultimi trent’anni sono stati condotti diversi studi per mettere a punto una sostanza ormonale che agisca sulla produzione degli spermatozoi ma ancora non si è arrivati ad una commercializzazione d un prodotto. Il problema principale è che sopprimendo gli ormoni che stimolano la spermatogenesi, attraverso l’assunzione per via intramuscolare di forti dosi continuate di testosterone associato a progesterone che ne contenga gli effetti dannosi a livello periferico.

Non è ancora chiara la tollerabilità per i rischi noti di ipertrofia prostatica, tumori prostatici e del fegato e alterazione dei grassi.

Non ci sono dati a lungo termine per quello che riguarda il ritorno alla fertilità dopo l’uso.

(IP: ?)

 

C - Pillola del giorno dopo (intercettivo - temporaneo)

Erroneamente definita contraccezione d’emergenza, in realtà l’assunzione di importanti dosi ormonali entro 72 ore da un rapporto sessuale stimato “ a rischio di concepimento”, comporta la possibilità di aborto nel caso in cui il concepimento sia già avvenuto , per ostacolo all’annidamento dell’embrione; nel caso in cui invece non ci sia stata ancora l’ovulazione (e quindi nemmeno il concepimento)  il meccanismo è contraccettivo perchè si ritarda l’ovulazione.

Fino al 2000 veniva proposta la somministrazione di alte dosi di pillola combinata ogni 12 ore per due volte, oppure di altri composti ormonali ad alte dosi, mentre nel 2000 è stato messo in commercio un prodotto contenente progestinico con quest‘unica finalità.

Effetti collaterali: nausea, vomito, cefalea perdite di sangue, vertigini, tensione mammaria.

Non c’è accordo nella letteratura su effetti importanti sulla coagulazione.

(IP: ?)

 

D - Dispositivi intrauterini (IUD) (intercettivi - temporanei)

Comunemente noto come spirale per la forma dei primi dispositivi, è composto da materiale inerte avvolto da un filo di rame o d’argento. Va applicato dal ginecologo all’interno della cavità dell’utero con l’apposita cannula, in genere durante la fase mestruale perché il collo dell’utero è più aperto e la manovra è meno dolorosa.

I fili all’estremità del dispositivo sporgono dal collo dell’utero in vagina e servono per controllare la corretta posizione dello IUD.

Il meccanismo d’azione si basa sul fatto che la reazione infiammatoria provocata dallo IUD nella cavità dell’utero, impedisca l’annidamento dell’embrione attraverso la sua distruzione ad opera delle cellule infiammatorie presenti in cavità

Alcuni IUD contengono progestinico che rilasciano lentamente: in questo caso, si ha anche un’azione di riduzione e addensamento del muco cervicale che rallenta la risalita degli spermatozoi e di atrofia della mucosa endometriale (meccanismo abortivo)

Viene inserita anche dopo rapporti sessuali “a rischio di concepimento” (come la pillola del giorno dopo)  in questo caso il meccanismo d’azione è di rendere l’endometrio inadeguato all’annidamento di un embrione (meccanismo abortivo).

Controindicazioni:

Lo IUD non viene applicato in donne che abbiano avuto infezioni della cavità addominale, in donne che non hanno mai avuto gravidanze ( per non danneggiare il collo dell’utero) o che abbiano malformazioni congenite o acquisite (fibromi) dell’utero, o in caso di tumori dell’utero, sospetti o accertati.

Effetti collaterali:

Si possono presentare dolori intensi sia in fase mestruale che periovulatoria e mestruazioni molto abbondanti e maggior suscettibilità alle infezioni genitali e pelviche.

Viene segnalato quindi un maggior rischio di gravidanze extra-uterine. In questo senso è stato collegato ad effetti negativi sulla fertilità femminile.

Talvolta lo IUD può spostarsi nella cavità o essere espulso, senza che la donna se ne accorga.

(IP: 0,3-3)

 

E - Sterilizzazione (contraccettivo - permanente)

E’ un atto chirurgico che può essere effettuato sia nell’uomo che nella donna.

Nell’uomo viene chiamata anche vasectomia e consiste nella legatura e nella sezione dei dotti deferenti, in anestesia locale, con controllo dell’assenza di spermatozoi a tre mesi di distanza.

Nella donna viene detta anche salpingectomia e consiste nella legatura e sezione delle tube, in anestesia generale, in corso di laparoscopia o isteroscopia.

Effetti collaterali:

Dopo l’intervento il tasso di gravidanza è del 1% e circa il 3% delle donne che si è sottoposta volontariamente chiede di sottoporsi successivamente ad un intervento per ripristinare la funzione tubarica.

(IP: 0,1-0,8)

 

F - Mezzi contragestativi (abortivi - temporanei (?))

Il mifepristone (RU486) è una sostanza chimica che impedisce al corpo luteo di produrre progesterone, quindi fa cadere il sostegno necessario alla prosecuzione della gravidanza e induce un aborto chimico.

RU486, agisce solo se l’annidamento dell’embrione è avvenuto, e al massimo fino al 49° giorno; deve essere somministrato con prostaglandine che permettono lo svuotamento della cavità uterina.

Viene somministrato solo in ricovero ospedaliero, in Italia attualmente è stato solo avviato un protocollo che prevede il suo utilizzo.

Esistono sostanze definite anticorpi anti BHCG (ormone prodotto dalla placenta del feto fin dall’impianto) che provocherebbero una reazione di rigetto di ogni gravidanza fin dal suo insorgere.