AREA GIOVANI


AD  AMARE  SI  IMPARA
ovvero 7 domande a Giuseppe, animatore di percorsi di educazione dell'affettività e della sessualità rivolti ai giovani

1) Da dove partire?
Da quello che ognuno di noi è: maschio o femmina. La sessualità è una dimensione costitutiva della persona umana, ci appartiene e ci determina fin dal concepimento e caratterizza tutto quello che siamo a livello fisico, psichico e spirituale. Tutto in ciascuno di noi parla al maschile o al femminile. Da te: o 6 maschio o 6 femmina… e basta!
 
2) Se la sessualità parla, cosa ci dice?
Che l’uomo esiste o come maschio o come femmina e che questa differenza ci fa vibrare il cuore e l’intelligenza; ci parla di qualcosa che è intimo e prezioso, che non possiamo svendere né mettere a tacere, ma che dobbiamo custodire;  racconta che gli altri hanno valore, un valore che ci attrae, conquista e incuriosisce; ci mette in relazione con loro, ci permette di creare quei legami che sono tra i più importanti della nostra vita; insomma ci chiede di scegliere se essere una grande ricchezza per noi stessi e per gli altri, oppure richiuderci in noi stessi derubando il mondo della nostra bellezza e unicità. Di urlare a lei/lui e al mondo che sei fatto x amare.
 
3) In che senso la sessualità può essere una ricchezza e un dono della nostra bellezza e unicità?
La sessualità ci permette di valorizzarci e valorizzare l’altro o di immiserirci e immiserire l’altro; possiamo educarci ad amare o strumentalizzare l’altro per rubarle/gli  solo ciò che ci fa comodo. Ma  amare, non significa scoprire e accogliere la bellezza l'uno dell'altro per quello che è?  Perché, come tutti sanno, l’amore o è tutto… o è niente!
 

4) Tra due fidanzati la sessualità non è forse una dimensione importante?
Certamente, perché dalla diversità e complessità della sessualità trae origine la tenerezza e può esprimersi pienamente l'amore. Ma quando due fidanzati cominciano ad avere rapporti sessuali falsificano la loro relazione. Certo... ma, ad amare, si impara! Primo, perché non si educano reciprocamente alla gratuità, alla gratitudine e alla responsabilità reciproca e quindi alla fedeltà. Solo rinviando al matrimonio la bellezza e la tenerezza dell’atto sessuale, i fidanzati scoprono ed imparano pian piano ad amarsi per quello che sono. … ci vuole tempo: un capolavoro non si improvvisa! Secondo, se il fidanzamento è il tempo per conoscersi ed imparare ad amarsi, avere rapporti sessuali ci impedisce di custodire il dono prezioso di ciò che siamo: come potrò esprimere a quella/o che sarà mia moglie o mio marito la sua unicità per me, se ho già dato tutto me stesso/a ad altre/i prima di lei/lui? Che cosa riserverò di così prezioso per l’uomo o la donna della mia vita che non abbia già dato magari ad altri fidanzate/i del passato? … garantendo e pretendendo l’esclusiva!
Terzo, che senso ha condividere totalmente il proprio corpo e la propria sessualità se le nostre vite non sono totalmente condivise in tutto il resto? È davvero un gesto di  unione e di amore totale? … perché il vero amore è tutto e per sempre!
 
5) La contraccezione c’entra qualcosa con l’amore e la sessualità?
Se amare una persona significa accoglierla e valorizzarla per tutto quello che è, come posso dire di amarla se, per mezzo di una qualunque forma contraccettiva, ne rifiuto una componente importante come la fertilità? Come posso amare una persona nell’atto sessuale, castrando o mutilando la sua fertilità e non donandole la mia? La logica della contraccezione non è innanzitutto anti-concezionale quanto anti-coniugale, anti-unitiva, dal momento che dono all’altro “pezzi” di me e ne accolgo, altrettanto, solo “pezzi”. La contraccezione fa a “pezzi” le persone, le coppie… l’amore! … come i cavoli a merenda!
 
6) Ma allora come vivere  la sessualità di coppia di fronte alla responsabilità di avere dei figli?
Oggi le coppie possono ricorrere con fiducia e serenità ai metodi naturali, che hanno raggiunto un’elevata  efficacia scientifica, comparabile a quella dei più sicuri mezzi artificiali, come ad esempio la pillola. I metodi naturali sono l’unica scelta che permette alla coppia di coniugi di vivere la verità e la bellezza della sessualità anche in riferimento alla responsabilità di attendere od aprirsi al dono dei figli. Inoltre i metodi naturali ci permettono di conoscerci in profondità, di regolare il comportamento sessuale consapevolmente, rispettando la naturale condizione di fertilità o infertilità che ci caratterizza come maschio o femmina e che non è riducibile a una dimensione soltanto fisiologica e biologica. O imparando e vivendo con Metodi Naturali… o barando con pasticche e plastica per tutta la vita!
 

7) I Metodi Naturali… non sembrano proprio così naturali: termometri, astinenza, muchi, …. non limitano forse la libertà?
A prima vista sembrerebbe di sì… ma, come detto, ad amare si impara! E non si finisce mai di imparare ad amare con il corpo, la mente ed il cuore attingendo alle infinite risorse della sessualità. Anche il silenzio della genitalità, che si chiama castità, insegna e mantiene viva la creatività della tenerezza e dell’amore... e non ha nulla a che fare con il mutismo sessuale. E’ un silenzio che dà la parola alla ricchezza dell’intera sessualità; si mette in ascolto della sua voce delicata, del suo sussurrare tenero… capace di riempire il cuore e la vita. Vivere una sessualità casta… non è vivere da castrati!


 

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