Confederazione italiana dei centri per la regolazione naturale della fertilità

Dispositivi intrauterini (spirali)


 
Il dispositivo intrauterino o IUD (dall’inglese IntraUterine Device) è un piccolo dispositivo, generalmente a forma di T, di materiale plastico, medicato al rame o con un progestinico (levonorgestrel) che viene rilasciato ogni giorno in piccole quantità, che inserito all’interno della cavità uterina manifesta il suo effetto impropriamente definito contraccettivo, ma di fatto prevalentemente abortivo (1).
 
La presenza di un corpo estraneo induce nell’utero una reazione simil-infiammatoria, con produzione di cellule (linfociti, macrofagi e altre) e di sostanze prostaglandiniche,  che rendono molto difficoltoso l’annidamento e che sono dannose per gli spermatozoi. Molti autori (2) (3) (4) e gli opuscoli distribuiti dalla Schering (si veda l'immagine sotto riportata) concordano sulla prevalente azione anti-annidamento della spirale, per cui - senza tema di essere smentiti - si può considerare la spirale un abortivo precoce.  
 
In commercio è disponibile il:
  1. dispositivo intrauterino medicato al rame (IUD-Cu)
  2. sistema intrauterino ormonale (IUS)
 


1) DISPOSITIVO INTRAUTERINO MEDICATO AL RAME (IUD-Cu)

Il dispositivo intrauterino medicato al rame (IUD-Cu, detto anche spirale) è un mezzo molto efficace e duraturo. Nel primo anno di utilizzo nell’uso teorico si registrano 0,6 gravidanze su 100 di utenti, nell’uso tipico 0,8 gravidanze/100 utilizzatrici. La possibilità di una gravidanza, che è comunque molto bassa, può verificarsi anche in presenza di un dispositivo correttamente posizionato (a contatto cioè del fondo della cavità uterina).

Meccanismo d'azione
 
La presenza di un corpo estraneo induce nell´utero una reazione simil-infiammatoria, con produzione di cellule (linfociti, macrofagi e altre) e di sostanze prostaglandiniche che rendono difficoltoso l´annidamento e che sono dannose per gli spermatozoi (5) (6). Allo scopo di potenziare la sua azione contraccettiva, al semplice dispositivo inerte (che non si trova più in commercio) è stato aggiunto un sottile filamento di rame. Quest´ultimo, strettamente avvolto all´asta del dispositivo, potenzia l´effetto meccanico esercitato dalla spirale, agendo come uno “spermicida”. Gli ioni di rame, infatti, una volta liberati nella cavità uterina, svolgono un´azione diretta sugli spermatozoi, sia inibendone la motilità sia alterandone la capacità di fecondare l´ovulo. La spirale impedisce, per effetto meccanico e chimico, l´annidamento dell´ovulo fecondato nello endometrio; è usata anche come contraccettivo di emergenza.
 
Controindicazioni

Non tutte le donne possono usare la spirale medicata al rame: esistono controindicazioni assolute e relative.
 


2) SISTEMA INTRAUTERINO ORMONALE (IUS-LNG)

Il sistema intrauterino ormonale (IUS dall’inglese IntraUterine System) rappresenta un recente approccio contraccettivo ed una moderna alternativa all’utilizzo di un ormone progestinico (per esempio il levonorgestrel), attraverso il rilascio di tale sostanza direttamente nella cavità uterina. Il dispositivo, a forma di T come le più moderne spirali al rame, presenta nella parte verticale un deposito costituito da una membrana semi-permeabile che contiene l’ormone. Ogni giorno viene rilasciata nella cavità uterina una piccola quantità regolare di progestinico. Il dispositivo può rimanere nell’utero per un periodo di 3 - 5 anni, dopodiché va sostituito. L’efficacia di questo metodo è superiore a quella degli altri dispositivi intrauterini e fa registrare entro il primo anno di uso  0,2 gravidanze/100 donne che lo utilizzano.
 
Meccanismo d'azione
 
Le spirali medicate al progestinico potenziano l´effetto meccanico della normale spirale (che impedisce l’annidamento dell´ovulo fecondato), agendo localmente sull’endometrio (la mucosa dell´utero) e rendendolo molto sottile. Le ghiandole endometriali si riducono di numero e quelle presenti tendono ad atrofizzarsi (7), rendendo l’habitat endometriale non adeguato all’annidamento (8). Agiscono, inoltre, sul muco cervicale che diventa più vischioso ed  impenetrabile agli spermatozoi che incontrano, così, difficoltà a  raggiungere la cavità uterina.
 
Controindicazioni
 
Anche per la spirale medicata al progestinico: esistono controindicazioni assolute e relative.
 
Effetti collaterali
 
E’ opportuno tenere presente le complicazioni legate all’uso delle spirali: malore vagale (pallore, sudorazione, bradicardia, nausea, vomito fino alla perdita di conoscenza) che si verifica in donne che soffrono di tali disturbi in occasione di prelievi di sangue o che sono terrorizzate dall’idea del minimo dolore; perforazioni uterine (1/1.000), espulsioni (5-15/100 donne/anno), dolori pelvici e menometrorragie che richiedono la rimozione della spirale nel 15-20% delle donne all’anno. Nei primi 6 mesi di utilizzo può provocare irregolarità nel ciclo e spotting; può causare mal di testa, tensione mammaria e acne (dipende dal dosaggio del progestinico intrauterino)
 
Rischi
 

Il rischio maggiore nell’uso delle spirali è lo sviluppo di infiammazioni e infezioni a carico degli organi genitali interni, la cui forma più grave è la pid o malattia infiammatoria pelvica, che colpisce maggiormente le donne più giovani (età inferiore ai 20-25 anni ) e che non hanno avuto gravidanze, ed è di circa 7-8 volte più frequente rispetto alle donne della stessa età che non usano la spirale e che potrebbe interferire con la fertilità futura della donna e comprometterla seriamente. Nelle donne che usano la spirale l’incidenza delle gravidanze extrauterine é 3-10 volte più alta rispetto alle altre donne.
 
A quanti concepiti le spirali impediscono ogni anno di essere accolti nell’utero delle loro madri?
 
Il tasso di utilizzo della spirale secondo i dati del Ministero della Salute del 2008 (9) è stato del 4%, per cui nell’anno 2017 è stata utilizza da 517.809 donne (per un totale di 6.213.705 cicli), di cui 345.551 donne coniugate o con unione stabile, per un totale di 4.146.165 cicli. Nonostante le spirali siano utilizzate da una bassa percentuale di donne, esse producono il maggior numero di aborti in Italia (nel 2017 tra 1.056.330 e 1.243.849 ) e nel mondo (344.422.000 aborti nelle 169 milioni di donne che le usano).
 
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(1) P. Quartararo, Dalla parte della donna, pag. 88-89 e pag. 122
(2) L. De Cecco, Attualità in ginecologia, ostetricia e medicina perinatale vol. 1, C.G. Edizioni Medico Scientifiche, Torino, 198, pag. 179-185
(3) P.G. Crosignani - Medicina clinica, diagnostica e terapia, vol. V, C.G. Edizioni Medico Scientifiche, Torino, pag. 699
(4) F. Bellone e V. Bruni, Ginecologia dell’infanzia e dell’adolescenza, SEU, Roma, 1990, pag. 598
(5) http://www.sceglitu.it/contraccezione/spirale-al-rame/art-45,  accesso del 21 settembre 2018 ore 17,33
(6) E. Arisi et al., Italian Journal of Ginaecolgy & Obstetrics, 36(4) dicembre 2014, pag. 6
(8) E. Arisi et al., Italian Journal of Ginaecolgy & Obstetrics, 36(4) dicembre 2014, pag. 7
(9) Ministero della Salute, Lo stato di salute delle donne in Italia, marzo 2008



 

 

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